...(93,47/5h45') e ritorno!
Sveglia alle 7.00! Prepariamo le borse, lasciando parte del bagaglio e souvenirs dove abbiamo dormito, con l'impegno di recuperarli domani, e raggiungiamo gli altri per la colazione. Nonostante siano già le nove, del sole di ieri non c'è traccia...ma nebbia e freddo a iosa!!!
In giornata, in cinque prenderanno l'aereo per Bologna. Saverio, che ha spedito la bici a casa, è già su un pullman di linea per Finisterre; e noi cinque che cercheremo di raggiungerlo in bici.
La tappa di oggi non sarà da ricordare tra le più belle, ma sarà l'unica interamente su carettera e anche la più lunga. Il paesaggio scorre via monotono e, vista anche la pioggerellina che c'accompagna per un tratto, non abbiamo neanche voglia di badarci...anzi, cerchiamo di tenere una velocità sostenuta.
Pausa pranzo in un piccolissimo anonimo paese. Chiediamo in due bar, ancora più anonimi e fumosi, se è possibile mangiare qualcosa, ma sembra che da queste parti di turisti non ne passino tanti...per fortuna c'è un market, quindi riusciamo ad arrangiarci mangiando su una panchina. Rientrando in uno dei bar per bere un caffè, i proprietari, una coppia non più giovane, ci prendono in simpatia e insistono per offrirci una sorta di grappa aromatizzata che non possiamo esimerci dall'accettare! Sono contenti di poter rispolverare il loro italiano, imparato, sembra, quand'erano emigranti in Germania in compagnia di italiani.
Riusciamo ad arrivare sulla costa nel primissimo pomeriggio e il tempo, purtroppo, è esattamente come nell'interno. Qualche foto e si riparte, mancano ancora parecchi km e non è il caso di raffreddare le gambe.
Arriviamo a Finisterre alle 15.30 e, incredibilmente, adesso c'è uno splendido sole a scaldare gli ultimi 3 km che ci separano dal faro e dalla torretta del km 0.00. Non prima, però, di aver fatto una capatina all'accoglienza, dove ci viene messo l'ultimo sello sulla credenziale e ci viene consegnata la pergamena di fine camino; e di avere incontrato Saverio che intanto c'ha trovato da dormire in un hotel, dove lasciamo le borse e ci cambiamo, non trascurando di indossare il costume per un eventuale bagno.
..tutti in costume, ma nessuno riesce a fare il bagno...l'acqua dell'oceano non è tra le più calde!
..e intanto Saverio si sta riprendendo del viaggio in pullman, le curve hanno lasciato il segno sul suo stomaco.
...e dopo aver salutato Greg e Mario che, avendo l'aereo tra due giorni, faranno anche il ritorno a Santiago in bici, non tralasciando di visitare la costa...ci avviamo a fare l'esperienza di Saverio.
E' vero che le bici sono gratuite, ma è assurdo che non ci sia un vano apposito. Per cui siamo costretti a metterle, assieme a quelle di altri 4 ragazzi, nel vano bagagli...e accatastarle alla meno peggio! ...all'arrivo a Santiago qualcuno si ritroverà il bagaglio sporco di grasso e imprecherà contro noi ciclisti!
...da qui in avanti sarà quasi un'odissea...ma alla fine ognuno di noi raggiungerà la sua Itaca.
Tredici ore in pullman, trenta km pedalando, un'ora di treno, svariate ore alla guida, di cui mi sono occupata molto volentieri, con pausa per dormire in mezzo, e ancora 4 ore di treno dopo esserci separati da Aldo ad Imperia.
Partenza da Finisterre lunedi mattina, arrivo a Torino mercoledì sera alle 21.00: distrutte nel corpo e nello spirito!
Ed è meglio che non pensi al sacchetto di plastica con dentro le mie famigerate scarpine gialle e qualcosa di abbigliamento. Lo lascio incustodito il tempo di portare giù dal treno la bici, a Torino, e me lo rubano... :(( ...l'avevo immaginato con un'emozione diversa il ritorno a casa!
Un tempo era consuetudine che i pellegrini arrivassero a Finisterre, chiamato così perchè si pensava che la terra lì finisse, per poter prendere la conchiglia e portarla a casa, a testimonianza del lungo viaggio portato a termine. Anch'io ho cercato la mia sulla spiaggia...ma inutilmente! :( ...un po' di tempo dopo, però, mi viene recapitato un pacchettino a casa: una conchiglia che Greg ha raccolto per me, proseguendo la sua avventura lungo la costa! ...Grazie!
Fine

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